Annunciation (Garden of Skin)

“Annunciation” si ispira al concetto classico delle annunciazioni religiose ma con un significato diverso che è legato al tema di Garden of Skin una mostra collettiva di alcuni artisti che hanno lavorato sul tema della sensibilità della pelle e del legame con la natura. La pelle è il nostro organo più sensibile e attraverso di essa conosciamo il mondo. La pelle è il senso della conoscenza del contatto e del piacere che ha infinite sfumature dalla percezione del modo alla sessualità. 
In questo giardino costruito come una "natura morta" la realtà apparente (cioè la natura morta) è travisata da alcuni simboli distopici che richiamano il senso del tatto e quello della sessualità: una vera “Annunciazione” in tutti i sensi. Potrebbe esserci però anche un’altra verità: Un organo sessuale maschile osserva la scena dall’alto verso destra dove una torre giardino avvolge un corpo sintetico femminile. Si tratta di un falso giardino realizzato con veri elementi vegetali e con parti del corpo di una bambola asessuata.

L'intera immagine è stata sottoposta a un test visivo di cancellazione indotta. Le macchie colorate sono la traccia lasciata dalla registrazione della fissazione più o meno intensa dell'attenzione attraverso la vista. Il risultato finale è una parziale cancellazione dell'immagine fotografica iniziale.
"Il giardino è uno spazio costruito che esiste in quasi tutte le culture come un luogo di alimentazione fisica e mentale. 
Per molte ragioni, il giardino è un luogo di creatività estetica, che esprime il desiderio umano di controllare impulsi che sono inquietanti, risposte emotive a un ambiente che non possiamo comprendere appieno. Come il paesaggio fuori dalle porte del giardino, i nostri corpi non sono separati da questo spazio, semplicemente costituiscono un aspetto di esso. È in questo modo che ciascuno degli artisti di Garden of Skin esplora gli aspetti sociali, sensuali e poetici dei paesaggi in cui i loro corpi vivono e sono soggetti a tale azione. La pelle delle piante, degli animali e della terra è il primo elemento concreto che testimonia i sintomi di abuso e malattia. La vulnerabilità di questa superficie può essere metaforicamente intesa nel lavoro di ogni artista, indipendentemente dal medium, come epidermide estetica, presentata all'occhio nudo dello spettatore. È l'esterno che conta in questo contesto; e non significa superficiale. 
Gran parte del lavoro in questa mostra si rivela nella bellezza della trama, del colore, della forma e della decorazione, insieme a una profondità narrativa e a una serietà che sovverte l'interpretazione del "decorativo" come non funzionale o superfluo. Come coltivatori in un contesto a forma di cubo bianco, ( metafora della Galleria Angus-Hughes), uno spazio emerge per l'intersezione di idee che crea una impollinazione di significati diversi. Noi come esseri umani sperimentiamo il nostro ambiente in diversi modi fenomenologici: attraverso il profumo, la vista, il suono, il gusto e il tatto. Questa mostra presenta opere di artisti che vivono in Australia, Canada, India, Italia, Messico, Regno Unito e Stati Uniti, ognuna delle quali rivela un'articolazione di queste opinioni esperienziali molto diverse, sia fisicamente che politicamente; spaziando dal tema della sessualità e del genere, alla razza, agli effetti del colonialismo, alle idee di reincarnazione, ecologia ed estetica". (Zachari Logan, curatore)

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