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Blood for breakfast indaga, attraverso un’esperienza di “living set”, il gesto "pro-creativo" che appartiene al genere umano: uomini e donne al di là di una ristretta visione di genere.
Questo lavoro interpretato da due donne, compagne di lavoro ed esperienze nella vita, si ispira alle Veneri Preistoriche e alla loro simbologia magico-procreativa che prende origine dalla madre terra. Abbiamo lavorato su registri differenti che si sono combinati in un setting complesso che ha rivelato durante la "mise en scene" letture controverse. Sono diversi i temi che abbiamo riconosciuto: l’omosessualità femminile, l’auspicio dell'abbondanza, la magia, il potere, la trasformazione, la paura, la perdita e la violenza.
Nelle culture ancestrali le giovani vergini venivano sacrificate in rituali sciamanici che richiedevano la morte e il sangue per raggiungere elevati stati di trance di gruppo. Si trattava di società basate sul modello di potere orientale ( Karl Marx, Georges Lapassade)
Il sangue è il simbolo dell’amore ma anche della violenza nel momento in cui questo si connette a relazioni e dinamiche individuali o di gruppo.
BFB è soprattutto una storia al "femminile" che replica se stessa nella visione maschile attraverso il bisogno di auto-difesa, il senso di distacco e la paura del rifiuto. BFB è anche un percorso di rigenerazione e di riconquista di una terra abbandonata che ha bisogno di nuovi semi. 

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