Blood for breakfast

Tratto da un progetto dell’artista Gianluca Balocco e ospitato in anteprima assoluta da Mia Photo Fair, “Blood for breakfast” è un’opera che indaga sulla violenza come luogo dello scarto delle dinamiche interpersonali e sociali in cui la donna diviene spesso vittima. Il progetto artistico presentato al Mia Photo Fair come evento culturale 2017 propone un’opera di grande formato tratta dalla serie Blood for breakfast che pone al visitatore la domanda sul senso/non senso della violenza e la relazione tra Arte e percezione storica sociale.

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Blood for breakfast indaga, attraverso un’esperienza di “living set”, il gesto "pro-creativo" che appartiene al genere umano: uomini e donne al di là di una ristretta visione di genere.

Questo lavoro interpretato da due donne, compagne di lavoro ed esperienze nella vita, si ispira alle Veneri Preistoriche e alla loro simbologia magico-procreativa che prende origine dalla madre terra. Abbiamo lavorato su registri differenti che si sono combinati in un setting complesso che ha rivelato durante la "mise en scene" letture controverse. Sono diversi i temi che abbiamo riconosciuto: l’omosessualità femminile, l’auspicio dell'abbondanza, la magia, il potere, la trasformazione, la paura, la perdita e la violenza.
Nelle culture ancestrali le giovani vergini venivano sacrificate in rituali sciamanici che richiedevano la morte e il sangue per raggiungere elevati stati di trance di gruppo. Si trattava di società basate sul modello di potere orientale ( Karl Marx, Georges Lapassade)
Il sangue è il simbolo dell’amore ma anche della violenza nel momento in cui questo si connette a relazioni e dinamiche individuali o di gruppo.
BFB è soprattutto una storia al "femminile" che replica se stessa nella visione maschile attraverso il bisogno di auto-difesa, il senso di distacco e la paura del rifiuto. BFB è anche un percorso di rigenerazione e di riconquista di una terra abbandonata che ha bisogno di nuovi semi. 
BfB investigates, through the experience of a “living set”, the procreative act that belongs to everyone beyond the bounds of sexist or gender concepts. This work played by two women is inspired by the magic of prehistoric Venuses and their procreative and transformative capacity. As an artist I did not look for an interpretation but I followed my intuition, my instinct working on several registers which combined spontaneously on a full day of exhausting work.  Many themes can be recognised in this work such as homosexuality, good omen for plenty, magic, power, transformation, fear, loss, violence …
Blood is the symbol of love but also of violence when it doesn’t connect with the energy of our breath. BfB is above all a story “in the feminine” that replicates itself in man’s vision through the need for self-defence, the sense of separation and the fear of rejection. BfB is also a path for regeneration, a recapture of a forsaken land that needs new seeds.
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