about




INTRO

Fotografo artista ed autore, Balocco usa la fotografia come strumento scientifico in progetti definiti al limite tra la biologia evoluzionista e l’antropologia contemporanea ispirata al pensiero di George Didi-Hubermann. Da alcuni anni privilegia i temi di un’ecologia che parte dalla consapevolezza delle relazioni sistemiche necessarie alla vita e all’evoluzione dell’uomo, il tutto volto a sottendere anche una riflessione su sostenibilità, inquinamento ambientale, problemi energetici, futuro del Pianeta. Nella costruzione dei suoi set fotografici, spesso di impostazione concettuale, l’ambiente umano e sociale viene rivisitato attraverso una visione sistemica che lo connette al mondo intelligente vegetale per rivelarsi nella propria accezione anacronistica. In questo modo, la fotografia è lo straordinario medium che può raccontare e rivelare il valore della biodiversità e della vita come un microscopio per un biologo. Le piante sono da sempre fonte di cura, sopravvivenza e sanazione per tutti gli esseri viventi e in tutte le culture del mondo. La scienza ufficiale le classifica solo come molecole e le divide in categorie per sfruttarle attraverso il metodo tecnologico ma il loro potere e quello delle sciamane che le sanno interpretare è ben diverso. Ad oggi, questo approccio, che considera le piante esseri viventi dotati di energia messa a disposizione dal pianeta per purificare, sanare e nutrire l’uomo, sopravvive solo in poche culture ancestrali come quella andina e amazzonica. 


LA RICERCA

Conduco la mia ricerca artistica come una lotta filosofica ed intellettuale per il semplice fatto che ci credo.
Oltre agli studi di arte e di fotografia che sono alla base del mio linguaggio artistico mi interessa la filosofia, la psicologia, la psicanalisi, l'evoluzionismo,  l'antropologia, la neurobiologia umana e vegetale, il misticismo, l'architettura e l'ambiente. L'arte si nutre di ogni cosa, soprattutto quando ricerca il vero.
In tempi passati nelle culture antiche (es Egizia o Incas) l'arte, intesa in senso sociale, è stata l'unica dimensione accettata del vero. Perchè, citando Giambattista Vico "verum ipsum factum", è solo attraverso l'esperienza creativa che ci misuriamo con il senso e la conoscenza della vita.
Oggi gli ambiti del sapere, che nel nostro sistema sociale operano spesso in mondi paralleli, ci riconducono a una domanda comune: 
qual'è la realtà che viviamo?
È veramente quella che siamo in grado di percepire o piuttosto quella che siamo abituati a leggere tradotta dai paradigmi di chi ci ha iniziato ad essa? 
Per tradurre la questione in altri termini riporto una domanda di George Lapassade etnografo e antropologo francese:
Chi vive veramente uno stato modificato di coscienza oggi? Chi è stato iniziato alla transe da uno sciamano e prende parte ai suoi riti o chi è stato per es. iniziato al razionalismo capitalistico dall'età dell'infanzia?

Nei suoi saggi Lapassade dichiara che la pratica della transe non è "l'eccezionale comportamento" di chi vuole fare esperienze al di fuori del reale ma uno stato reale profondo comune a tutti che il nostro sistema sociale, bloccato sulle proprie maglie razionali, è riuscito a reprimere, mistificare e a relegare in forme ritenute patologiche o devianti.
Le esperienze africane con i Mau-Mau, i Masai e i Giriama in Kenya, gli Sciamani in Senegal, gli Shuar in Amazzonia e i Curanderos sulle Ande hanno aperto la mia mente a un modo di operare e indagare "il vero" fuori dagli schemi del pensiero logico deduttivo che ho ereditato alla nascita.
Il pensiero filosofico di George Didi Huberman me l'ha rafforzato definitivamente.
Ma come usciamo da questo paradosso?
Ripensando alla nostra storia e a tutto ciò che abbiamo creato in migliaia di anni e perso in un secolo, emerge oggi una dilagante povertà culturale e l'urgenza di un richiamo sociale all'arte, alla spiritualità e alla biodiversità.
Il nostro meccanismo sociale e stile di vita derivano da un paradigma sostanzialmente economico che ci ha iniziati ad una transe collettiva rigida, compulsiva e senza sfumature.

Indago su questi temi con la fotografia dagli anni '80 e con questo strumento ho realizzato le mie ricerche. Non mi sento un fotografo in senso stretto ma un artista che lavora con il dispositivo fotografico.  Questo strumento mi pone nella ricerca in un sottile equilibrio tra "il fare e il non fare" tra "l'essere e l'apparire" tra "il pensiero e la rivelazione".
Nei progetti più recenti ho ricercato le connessioni evolutive tra la storia dell'uomo e la vita delle piante. 
“Naked Plants” pubblicato da Aboca Editore è stato uno dei primi progetti totalmente orientati al rapporto tra arte e scienza (neurobiologia vegetale). 
La nostra vita in occidente ha perso irrimediabilmente l’originario legame psico-magico con la natura e con le piante. Nella nostra organizzazione sociale non si riconosce più il senso e l’importanza del legame ancestrale e animico con la natura. Si parla molto di ecosistema e di rispetto del pianeta. Ma non si parla abbastanza delle relazioni vitali ed energetiche che ciascuno di noi ha col proprio ambiente: dalla dimensione spirituale e mentale alla fisica cellulare del nostro corpo.
Con il progetto in Amazzonia abbiamo aperto un canale di indagine e sperimentazione col popolo Shuar. La foresta primaria è un sito archeologico vivente con una grande energia che racchiude le nostre origini e ci mette in connessione con il cosmo.
Le piante conoscono la storia dell’uomo e le origini del pianeta.
Abbiamo conferme importanti di questo anche dalla ricerca scientifica nel campo della Biologia e Neurobiologia vegetale. 
I modelli di pensiero del futuro avranno un'impostazione olistica e sistemica sia della vita che della conoscenza. La scienza e l’arte hanno in fondo una volontà comune: capire la realtà in cui viviamo.

THE RESEARCH

As an artist - photographer I am involved in anthropology and environment questions. My research considers photography as a reflection of reality which produces the truth: truth is not reality, but what is revealed when reality turns into image. My photographic shootings originate contemplating the relationship between Man and Environment as well as the connection between the planet’s history and the life of plants.
I recently published (with Editor Aboca Italy) a photo book entitled “Naked Plants”, the result of two working years with cooperation of scientists and researchers.
During this experience, I grew and photographed living plants, completely denuded and everyday suspended in places for short periods. (homes, museums, historical monuments, streets, etc.). This research aimed at revealing the life, intelligence and sensitivity of the plants in a dimension which is unknown to man who are used to confine the world of plants to an apparently unanimated dimension, free from stimuli and behaviors, thus wrongly free of intelligence.
Our lives have forever lost the original psycho-mystical link with nature and with plants. Our social organization doesn’t recognize the meaning and importance of its relationship to nature anymore although we often discuss ecosystems, respect for the planet and survival of the human species.
The forest has an immense soul which speaks about our origins as the universe.
Plants tell to us the story of mankind in addition to that of the planet.
I believe that scientific research in the field of Biology and Neurobiology is fundamental for progress. However, I am convinced that the interaction between scientific and artistic research can lead to new cognitive paths and develop the “way of investigating the truth”. In order to understand the risks, the weaknesses as well as the possibilities of our future life, I think it is important to develop a holistic and systemic approach to the interpretation of the world, in which the different dimensions of knowledge intersect and ultimately create a new overview. I am also convinced that through the synergism and the combination of different fields of knowledge a greater awareness and responsibility of the essential bond between our life, plants and the environment can be raised among people.
At the end of the day, science and art share a common origin: they originate from man’s curiosity towards nature.
To this regard, nature teaches us that evolution begins with variety, with relationships and often with an event which has not occurred by chance.
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